CHI SONO
Per anni ho saputo cosa significava fare bene il proprio lavoro e restare comunque invisibili.
Mi chiamo Andrea Carrassi.
Sono di Bari, vivo in Austria e prima di dedicarmi seriamente al brand design ho trascorso oltre vent’anni nella logistica.
Per molto tempo ho pensato che fossero due mondi separati.
Da una parte magazzini, flussi, ordini, tempi stretti.
Dall’altra immagini, forme, colori e identità.
Poi ho capito che il lavoro, in fondo, era lo stesso.
Mettere ordine.
Capire cosa conta.
Fare in modo che qualcosa di valore arrivi nel posto giusto, senza perdersi lungo il percorso.
È lo stesso principio che applico a ogni brand su cui lavoro, indipendentemente dal punto di partenza.
E se stai ancora partendo?
E se il tuo progetto non ha ancora clienti, il problema si sposta ma non cambia.
All’inizio non rischi di essere rappresentato male da un’identità vecchia.
Rischi di partire senza una forma capace di sostenere ciò che stai costruendo.
Hai un’idea.
Una direzione.
Forse competenze maturate per anni.
Ma ancora nessun segno riconoscibile che permetta agli altri di capire dove vuoi andare.
In quel momento il brand non deve correggere una percezione già esistente.
Deve crearne una credibile fin dall’inizio.
Senza inventare un personaggio.
Senza sembrare più grande di ciò che sei.
Ma senza neppure apparire più piccolo del valore che stai preparando.
Il design è sempre stato lì.
Anche quando facevo altro.
Disegnavo.
Studiavo.
Osservavo i brand e cercavo di capire perché alcuni sembrassero solidi, chiari, immediatamente riconoscibili, mentre altri davano l’impressione di non sapere ancora chi fossero.
Non mi interessava soltanto ciò che appariva bello.
Mi interessava capire perché funzionasse.
Perché una scelta sembrasse inevitabile.
Perché alcuni segni riuscissero a raccontare un carattere prima ancora delle parole.
Il design, per anni, è rimasto sullo sfondo.
Ma non è mai scomparso.
A un certo punto ho smesso di considerarlo soltanto una passione.
Non c’è stato un momento cinematografico.
Nessuna porta sbattuta.
Nessun salto nel vuoto raccontato bene su LinkedIn.
C’è stata una consapevolezza più semplice.
Continuavo a tornare lì.
A studiare.
A progettare.
A chiedermi come rendere più chiaro ciò che le persone cercavano di costruire.
Così ho iniziato a dare a quella parte di me lo spazio che aveva sempre chiesto.
Carrassi Lab nasce da qui.
Non dal desiderio di fondare un’agenzia.
Dal bisogno di fare seriamente un lavoro che sentivo mio da molto tempo.
La logistica non è una storia che racconto per sembrare diverso.
È il modo in cui ho imparato a guardare i problemi.
In magazzino puoi avere il prodotto migliore.
Ma se è nel posto sbagliato, se il flusso è confuso o se nessuno riesce a trovarlo, quel valore rimane fermo.
Con un brand succede la stessa cosa.
Puoi avere esperienza.
Competenza.
Un servizio eccellente.
Un’idea in cui credi davvero.
Ma se ciò che mostri non riesce a trasportarne il valore fino alle persone giuste, una parte importante del tuo lavoro resta invisibile.
È per questo che non parto mai da un logo.
Prima cerco di capire cosa deve arrivare.
Non voglio progettare qualcosa che sembri tuo.
Voglio progettare qualcosa in cui tu possa riconoscerti.
Non mi interessa consegnarti soltanto un segno ben disegnato.
Mi interessa arrivare a quel momento in cui guardi l’identità, riconosci le scelte, i valori e il carattere del tuo progetto e pensi:
“Sì. Questo sono io.”
Per me il lavoro funziona quando non hai bisogno di imparare a interpretare il brand.
Lo riconosci.
Perché parte da qualcosa che esisteva già.
Io ho soltanto contribuito a renderlo visibile.
Non ho lasciato il magazzino alle spalle.
Ho cambiato ciò che metto in ordine.
Prima lavoravo con merci, flussi e destinazioni.
Oggi lavoro con storie, percezioni e identità.
L’obiettivo, però, è rimasto lo stesso:
Fare in modo che ciò che ha valore non rimanga nel posto sbagliato.
Se senti che il tuo brand racconta soltanto una parte di ciò che hai costruito, puoi raccontarmi il progetto.
Leggerò personalmente la candidatura. Se credo di poterti aiutare, sarò io a ricontattarti.